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BREVE COMMENTO SULLE SEI
STAGIONI DI BTVS Il film del 1992, "Buffy
the Vampire Slayer", scritto da J. Whedon, non fu un successo. La trama
è inerente solo in parte al contenuto della serie e gli attori protagonisti
sono completamente diversi. L'episodio pilota, mai trasmesso, è del 1996.
L'attrice che nel pilot interpretava Willow era palesemente fuori parte, e la
serie non aveva ancora trovato il suo baricentro. Eppure, a metà della stagione
televisiva del 1996 a Joss Whedon viene offerta dalla Warner Bros un'occasione
d'oro: rimpiazzare con una miniserie di dodici episodi una serie mai
decollata. Nasce così il vero "Buffy the Vampire Slayer", ed è
subito mito. Commedia giovanile, occulto, action - movie, dramma si fondono
mirabilmente. Al termine di "Prophecy
Girl", peraltro, gli autori ed i produttori di "Buffy" non
erano ancora certi che la serie avrebbe avuto un seguito. Invece, per nostra
fortuna, la Warner Bros credette al progetto. Ed arrivò così la seconda
stagione di "Buffy the Vampire Slayer", di sicuro una tra le più
memorabili dell'intera serie, certamente quella che contribuì più di ogni
altra a forgiare il mito "Buffy", con l'introduzione di personaggi
indimenticabili e tematiche sempre più dark ed avvincenti... La terza stagione di Buffy porta
a compimento la prima parte dell'intera serie, quella incentrata sulle
vicende scolastiche ed extrascolastiche della Scoobie Gang al Liceo di
Sunnydale. I temi preannunciati nella seconda stagione riemergono
potentemente, in una stagione che contende alla sesta il titolo di
"stagione più dark". Questo, grazie anche alle superbe
caratterizzazioni, primi fra tutti Harry Groener come Sindaco Wilkins ed
Eliza Dushku come Faith. Una stagione complessivamente
diseguale, con episodi non riuscitissimi, ed altri semplicemente
indimenticabili. Dei veri classici, come - per citarne alcuni -
Doppelgangland, The Wish, Lovers Walk ed il doppio, travolgente finale
(Graduation Day, part 1 e 2). Purtroppo, il corso del vero
amore non è mai facile, ed Angel già si preparava al lancio del suo
spin-off... La quarta stagione è sicuramente
la più controversa. E' opinione comune di molti fan che sia la più debole, e
ciò è quasi certamente dovuto alla scelta infelice dei big bad, l'Iniziativa
ed Adam. Un altro elemento di minor gradimento si è rivelato la scelta del
monodimensionale Riley come nuovo interesse amoroso di Buffy, dopo l'intenso
legame con Angel. Ci si chiede se tale scelta fosse davvero convinta, da
parte degli autori, oppure sin da allora meditata come riempitivo in attesa
dell'avvento dell'(inquietante) era Spike...(il cui successo pare essere
stato testato a livello di fandom da un episodio fenomenale come Something
Blue). Eppure, questa stagione appare
affascinante in modo singolare, ad una seconda lettura. Il tono leggero, dove
la commedia prevale rispetto al dramma, la distingue nettamente da stagioni
più cupe quali la seconda, la terza e la sesta. Cardini di questa leggerezza
sono sicuramente i personaggi di Spike, con e senza chip, e di Giles, ormai
privo di un'occupazione, che non a caso spesso interagiscono fornendo
materiale da vaudeville semplicemente irresistibile. Non mancano poi episodi
di grandissimo fascino, come l'inimitabile Restless, l'irresistibile
Something Blue ed altre delizie quali The harsh ligth of Day, l'innovativo
Hush ed il divertente A new man. Caratteristica propria di questa
stagione è altresì il ricorso ai cross - over con la nuova serie di Angel,
che decollava in contemporanea. Non si può inoltre tacere che il tema della
stagione, l'estraniamento, risulta tra i più azzeccati dall'intera serie. Conclusasi la quarta stagione
con un episodio memorabile come Restless, la quinta inizia promettendo di
portare a compimento molti dei temi anticipati in questo episodio - manifesto
(anche se le allusioni di Restless sembrano recepite anche da non pochi
episodi della sesta stagione). Amata dai più, la quinta stagione è
sicuramente una delle più forti, concettualmente: l'arrivo di Dawn, per
quanto apparentemente inspiegabile, trova la propria ragione di essere nel
più complesso arco narrativo dell'intera serie, quello che vede la ricerca
della mistica Chiave ad opera di Glory, dea infernale, del suo
"gemello" Ben, dei Cavalieri di Bisanzio e dell'inquietante Doc. Molti gli episodi
indimenticabili: Fool for Love, The Body, The Gift, Crush, Intervention, solo
per citarne alcuni. Chiaramente messi in rilievo alcuni tra i temi portanti
anche della stagione successiva, come in Tough Love (per l'evoluzione di
Willow) e in Out of my mind (per quel che concerne la relazione tra Buffy e
Spike). Scioccante ed indimenticabile il finale di stagione. Una delle
stagioni migliori. L'inizio della sesta stagione
segnala il passaggio della serie dalla Warner Bros alla UPN: ciò ha
significato, tra l'altro, la fine di qualunque cross - over con
"Angel" e la possibilità per la serie di esplorare temi ancora più
scabrosi di quelli precedentemente affrontati (in quanto il network UPN non
prevede forme di censura). Questa stagione è infatti sorprendentemente dark:
annunciata da un imponente battage pubblicitario (imperniato sullo slogan
"Buffy lives" e su interviste ai personaggi ed ai loro interpreti),
Buffy torna fin dalle ultime, scioccanti immagini del primo episodio,
Bargaining part 1, in una doppia premiere mai così horror (e con ascolti mai
così alti!). Stagione quanto mai controversa: molti la adorano, quasi
altrettanti la criticano. Episodi sconvolgenti come 6.7 Once More with
Feeling (il sorprendente "musical"), 6.8 Tabula Rasa, il toccante
6.13 Dead Things e lo scioccante 6.19 Seeing Red a volte contrastano nel loro
indubbio splendore con altri, più opachi, dove vengono trattati con mano
troppo pesante e con una certa ridondanza temi di dubbia efficacia come la
"dipendenza" (rispettivamente, dalla magia e dal sesso) di Willow e
Buffy, invece di far riferimento ai reali problemi in gioco, quali percepiti
dagli spettatori, che sono invece, in tutta evidenza, per Willow l'incapacità
di gestire il potere - e la sua mancanza -, e per Buffy l'inabilità a
"vivere" di nuovo con tutta se stessa la vita sul piano emotivo,
oltreché fisico. Non si possono peraltro
dimenticare le inquietanti, a volte stranianti e pur sempre toccanti scene
d'amore tra Buffy e Spike,e l'ambigua evoluzione del carattere del vampiro
fino allo scioccante finale, nonostante l'utilizzo non sempre appropriato dei
personaggi di Anya, Xander, Dawn e Tara. Anche se la più dolorosa carenza
della stagione risulta, naturalmente, dovuta alla prolungata assenza di
Giles, vera spina dorsale dello show... |